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Insalata e biscotti. L’immaginazione non ha limiti

Insalata e biscotti. L’immaginazione non ha limiti!

Potremmo pensare al nuovo piatto di uno chef pluristellato che ci propone nel suo ristorante nato per deliziare i palati dei suoi migliori clienti con ricette sopraffine e inedite. Sappiamo che oggi, l’immaginazione non ha limiti per chi è abituato a creare.

L’idea di mangiare insalata e biscotti potrebbe preoccuparci, se presentata ad una cena a casa di amici o in una trattoria per camionisti. Eppure, con la nouvelle cousine ne abbiamo già visto delle belle. Senza un po’ di immaginazione potremmo sì rimanere sbalorditi, ma sempre meno rispetto ad un piatto di cavallette e scarafaggi che potrebbero presentarci in un ristorante cambogiano.

Lo sappiamo, gli chef si distinguono per la loro ricercatezza e per l’innovazione e chi arriva per primo viene elogiato dal club dei critici di tutto il mondo…così si spera.

In realtà questo è un piatto ideato da un bambino di appena sei anni che non aveva alcuna idea di cosa potesse venir fuori da un’idea stravagante, frutto della sua fantasia.

Quel bambino un giorno si trovò in cucina per l’ora di pranzo e la sua mamma gli aveva appoggiato sulla tavola una bella insalatiera colorata con un’insalata verde appena raccolta nell’orto. La condì e poi si diresse in dispensa per prendere dell’altro.

Fu in quel momento che il bambino ebbe una sorta di illuminazione e si diresse verso un mobile dove c’erano ancora appoggiati i biscotti della colazione.

Mise l’insalata nel suo piatto e iniziò il suo pranzo con insalata e biscotti, quelli rettangolari della Colussi, con cui la sua mamma, per ogni compleanno, riusciva a preparare una torta a piramide con una crema squisita.

Vi ammetto che non ricordo che sapore avesse quel mix, ma vi assicuro che quell’idea di aver creato qualcosa di nuovo mi aveva estasiato: avevo fatto qualcosa di nuovo che stupì tutti! E questo mi rese particolarmente felice.

Nessuno avrebbe mai pensato che si potesse mangiare qualcosa di simile, ma io riuscii nel mio intento!

 

Ci sono coloro che guardano le cose come sono e si chiedono perché. Io sogno cose che non ci sono mai state e mi chiedo “perché no?”

George Bernard Shaw

 

 Cos’è l’immaginazione?

L’immaginazione è qualcosa che già esiste dentro di noi e la sfruttiamo ogni giorno… spesso per generare pensieri negativi.

È la forma più evoluta del potere della mente.

L’uomo è l’unico essere vivente sulla Terra in grado di utilizzare l’immaginazione ogni qualvolta lo desidera. La nostra mente utilizza maggiormente l’immaginazione quando sogniamo; e questo accade anche ai cani. Ma, a differenza dei cani, noi abbiamo il potere di utilizzare l’immaginazione volontariamente o in maniera predeterminata.

L’immaginazione è la fonte di tutto, che alimenta la creatività e la realizzazione delle nostre idee.

È da essa che noi possiamo vedere il futuro, più possibilità di futuro. Utilizzando al meglio questo potere siamo in grado di vedere il compimento di un’azione prima che questa si verifichi.

L’immaginazione è un processo che non ha durata prestabilita, né è possibile dare dei termini entro i quali deve portare i suoi frutti.

 

È un potere che abbiamo per tutta la vita?

L’immaginazione è un potere che potremmo portarci fino alla morte, ma c’è qualcosa che frena questa nostra grande abilità proprio nel più bello.

Finché siamo piccoli possiamo dare spazio alla nostra fantasia, nei movimenti, nelle smorfie e nelle scoperte che facciamo.

Ma quando ci avviciniamo all’età scolastica gli adulti, genitori ed educatori, iniziano a dirci cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa si può fare e cosa invece è impossibile (secondo i loro limiti e insegnamenti).

Quando iniziamo a colorare, a disegnare e a scrivere ci impongono di scrivere dentro i margini e non ci è data alcuna possibilità di inventiva, dobbiamo sottostare a regole che qualcun altro ha prefissato per noi. Non c’è scampo!

Ecco che all’età di sei anni iniziamo a perdere gran parte di quel potere che fin dalla nascita ci aveva contraddistinto e fatto creare cose che altri non si sarebbero mai immaginato.

C’è un passaggio obbligato che ci trasforma da bambini giocosi a bambini studiosi.

Prima mettevamo a frutto tutta la nostra immaginazione, mentre dopo dovevamo semplicemente imparare a memoria qualcosa che qualcun altro aveva prestabilito per la nostra crescita e la nostra formazione.

Alcuni degli artisti più famosi di tutto il mondo hanno avuto un’istruzione diversa oppure non sono andati a scuola fino ad una certa età.

Ecco come artisti, geni e compositori che andavano male a scuola o che mettevano a frutto i propri talenti con esercitazioni su ciò che sapevano fare meglio sono riusciti a creare grandi capolavori. Erano riusciti a non sottostare a regole fisse che l’ambiente scolastico imponeva loro, senza dare spazio alla loro immaginazione e creatività.

Einstein formulò nuove teorie in base a calcoli che nessuno voleva confermare, Mozart compose i suoi primi brani in età adolescente e negli anni seguenti spesso passeggiando nei lunghi viali alberati delle sue dimore e nei suoi spostamenti, Picasso non andò a scuola d’arte ma iniziò a dipingere come apprendista presso l’atelier del padre.

 

Manteniamo viva l’immaginazione

Quando ci viene data la possibilità di esprimere il nostro talento, frutto di immaginazione e passione, riusciamo a creare opere d’arte, tecnologia innovativa, brani inediti, capolavori.

L’insalata e biscotti può essere davvero un piatto innovativo se riusciamo a far risaltare il contrasto tra l’amaro di un’insalata come il radicchio e un biscotto non troppo zuccherato all’avena o ai cereali.

Non c’è confine all’immaginazione. Ogni cosa che possiamo immaginare, possiamo almeno provare a crearla, come faceva Bruno Munari, designer che ha fatto tesoro dell’immaginazione e della creatività per tutta la sua vita, fino a 91 anni!

“Perché non facciamo una fantasia sull’alfabeto?… fantastico, imprevisto, con lettere tutte diverse di dimensioni, di forma, di materia, di colore; buttate per aria con allegria…”

Bruno Munari

L’immaginazione è un ingrediente essenziale della Scienza del Sé perchè ci aiuta a rivedere le nostre convinzioni, a sviluppare e migliorare i nostri talenti e a creare il nostro proposito di vita. Per questo, ritengo che l’immaginazione sia una qualità che, pur affievolendosi nel corso degli anni, può essere allenata giorno dopo giorno per farci continuare a sognare e, al momento giusto, realizzare qualcosa di speciale per noi e per gli altri.

Oltre al silenzio e alle visualizzazioni, mantengo viva la mia immaginazione in ogni ambito della mia vita, soprattutto nella visione di ciò che voglio fare nei prossimi anni, portando a compimento un mio grande progetto.

In conclusione, penso che l’immaginazione sia possibile con:

-un dolce far niente

-una camminata o una corsa

-una passeggiata in mezzo alla natura

-ascoltando buona musica

-osservando il cielo col naso all’insù, la natura nei suoi dettagli o il comportamento degli animali

-il silenzio e la meditazione

E ricordiamoci che il risultato che stiamo cercando, nell’istante in cui ci dedicheremo all’immaginazione, arriverà solo nel momento in cui crediamo veramente che lo stesso sarà frutto di questo nostro grande potere.

 

Buona insalata e biscotti a tutti! 🙂